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The Old Guard 2 – Recensione

Dopo cinque anni Netflix ha finalmente fatto uscire The Old Guard 2!

Ripercorriamo questi cinque anni

Era il 2020 quando Netflix presentò ad un mondo “isolato” un film d’azione tratto dai fumetti di Greg Rucka: The Old Guard. L’autore era già noto al pubblico appassionato di fumetti per le sue collaborazioni con Marvel (Wolverine, Elektra) e DC (Superman, Batman, Wonder Woman). La sceneggiatura era dello stesso Rucka per la regia di Gina Prince-Bythewood (The Woman King). 

Dopo cinque anni Netflix ha fatto finalmente uscire The Old Guard 2. 

The Old Guard 2 ha una storia travagliata. Il sequel aveva visto la luce verde nel 2021 e avrebbero dovuto girarlo per tutto il 2022. Questo a causa delle restrizioni portate dal Covid e dall’avere un cast internazionale. Poi il silenzio, tanto da rischiare di essere archiviato senza mai vedere la luce a causa del cambio al vertice Netflix. 

Dobbiamo solo ringraziare Charlize Theron, la leader del gruppo di immortali resi famosi dal primo film, e del peso che il suo nome ha a Hollywood, che ha resuscitato il film. Le riprese sono ripartite quasi da zero e sono andate avanti per tutto il 2024. In questi giorni, finalmente, i fan, che tanto lo attendevano con ansia, hanno la possibilità di vederlo! 

Ne è valsa la pena? 

Sono passati millenni dall’ultima volta che ho avuto paura. 

Se c’è qualcosa che l’universo MARVEL dovrebbe aver insegnato è che non è sempre una buona idea affidare un film d’azione alla regia di chi con i film d’azione non ha dimestichezza. È andata bene la prima volta, ma sembra che il messaggio non sia pervenuto alla produzione di The Old Guard 2. 

La nuova regista, Victoria Mahoney, conosciuta soprattutto per aver girato episodi di serie TV (Suits LA, Grey’s Anatomy, Seven Seconds, You) trova la sua forza nella caratterizzazione dei personaggi e nella loro umanizzazione. La regista vi riesce grazie e soprattutto da un uso intimistico della macchina da presa, che segue i personaggi entrando nelle loro vite e nella loro intimità anche con violenza.

Quando si parla di scene d’azione la Mahoney commette gli stessi errori propri di chi non ha dimestichezza con la materia. Le scene divengono coreografate, perdendo quella naturalezza e imprecisione che le hanno rese memorabili nel primo film. 

Si affida tutto alla velocità del montaggio, alla sterilità delle riprese. Ma soprattutto al cliché, abusato ormai, di girare specialmente di notte, quando lo spettatore fa più fatica a cogliere i dettagli. Il tutto contribuisce a rendere le scene davvero caotiche. 

Non aiuta poi che in un film d’azione i momenti di riflessione personale siano di gran lunga superiori in numero e durata delle scene d’azione stesse. 

The Old Guard 2: Forze e debolezze del film 

La forza del film sta sicuramente nelle dinamiche tra i personaggi e nella chimica tra gli attori, che come cinque anni fa è evidente sullo schermo. 

Nei momenti più personali risulta chiaro l’intento degli sceneggiatori Greg Rucka e Sarah L. Walker di far cadere l’attenzione dello spettatore sul dilemma dell’immortalità. Soprattutto di quello che significa rimanere sempre uguali mentre il mondo intorno a loro è in continuo mutamento, reso sempre più frenetico dall’avvento della tecnologia. 

[Mild Spoiler, N.d.A.]

Sebbene immortali i protagonisti di The Old Guard 2 sono profondamente umani. Il loro modo di provare emozioni è così amplificato da portare uno di loro al tradimento. 

Booker, l’attore Matthias Schoenaerts (The Danish Girl, Blood Ties, Red Sparrow, Suite Francaise, Far from the Madding Crowd) tradisce spinto dal desiderio di trovare una cura per la propria immortalità. Solo per poi redimersi nel modo più spettacolare, e telefonato, che si possa immaginare. 

La solitudine di Booker fa da contraltare alla relazione tra Joe, l’attore Marwan Kenzari (Ben-Hur, What happened to Monday, The Mummy, Collide) e Nicky, il nostro Luca Marinelli (Lo chiamavano Jeeg Robot, Diabolik, Martin Eden, Le Otto Montagne, M il figlio del secolo) che si sono conosciuti ai tempi delle crociate. 

Uniti da allora, in The Old Guard 2 il loro confronto è esplosivo quando Nicky si rende conto che Joe gli ha mentito.  

La famiglia nel primo film finisce la sua composizione con l’aggiunta di Nile, l’attrice Kiki Layne (Don’t worry Darling, Chicago Med) che sembra destinata a prendere il posto di Andy alla guida di questo gruppo di immortali.

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Su tutti veglia come una divinità annoiata il cui nome si è perso dallo scorrere del tempo, c’è Andy, Charlize Theron (Monster, Bombshell, Mindhunter, Atomic Blonde).

Andy, che nasconde la presenza di un altro immortale, mente per omissione a quella che è stata l’unica famiglia che non l’ha mai abbandonata. A sua volta, però, rimane sorpresa quando l’immortale da lei nascosto le rivela che ne esista un’altra. La più anziana di tutti, forse addirittura la prima!

È qui che cominciano a nascere i problemi…

Intanto Andy diventa non solo un personaggio prevedibile, e perso in se stesso, nel suo dolore, e nella lotta contro il tempo per porre rimedio alla sua più grande colpa, quella di aver infranto la promessa fatta a Quynh, l’attrice Veronica Ngo (Furie, Furies, The Rebel)

Ed è proprio Andy, che ha perso la propria immortalità alla fine del primo film, a far sorgere i primi dubbi sulla solidità della trama, e sulla struttura stessa del film. 

Se si comporta come se nulla fosse cambiato, che ne è dello sviluppo dei personaggi?
Semplice, resta sullo sfondo invece di avere un ruolo centrale nella storia. Per non parlare del fatto che la perdita dell’immortalità diventa completamente inutile quando si scopre che esiste un modo per farle riacquistare l’immortalità perduta.  

Inoltre si introducono tre nuovi personaggi, due completamente originali ed uno che lo spettatore già conosce. Va da sé che i fan vedranno le loro aspettative sbriciolarsi…

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Ancora, ci sono troppi personaggi sullo schermo e si dedica troppo tempo a raccontare la loro storia. Forse l’errore più grande di The Old Guard 2 è l’ignorare quello che è il mantra della narrazione, specialmente visiva: mostra, non dire. 

Invece i momenti in cui trama e background ci vengono raccontati, a volte addirittura seduti ad un tavolo, mentre il personaggio orientale serve del tè sono troppi e troppo vicini tra loro. Per non parlare dell’uso dei flashback che portano via quasi due atti del film, lasciando posto alla vera trama solo nel terzo. 

Un debolezza di trama dunque, che si traduce in dettagli che sebbene importanti, si perdono. 

Riguardo a ciò prendiamo in esame i due nuovi personaggi.

Uno dei due è l’immortale che Andy ha nascosto, Tuah, l’attore Henry Golding (Crazy Rich Asians, A simple Favor, Another Simple Favor). L’altra è una che ha invece nascosto la propria esistenza a tutti: Discord. Discord la interpretata da Uma Turman (Kill Bill, Red White and Royal Blue, Pulp Fiction, Gattaca). 

Che cosa spinge questi due personaggi? Quali sono le loro motivazioni?

Domande che non dovrebbero essere ignorate, ma alle quali lo spettatore non riceve una risposta. Almeno non una adeguata a giustificare perché Discord sia la cattiva della storia. Le motivazioni che la spingono a voler cancellare gli immortali non sono affatto chiare. 

Come chi sa chi ha letto qualcosa in vita sua, un cattivo debole indebolisce tutta la storia, fino a renderla piatta e non interessante. 

Questo è quello che accade in The Old Guard 2. Abbiamo occasioni perse e poteri mistici gettati sul tavolo come un tiro di dadi destinato a fallire. Soprattutto abbiamo personaggi che dovrebbero portare nuova linfa, ma che invece sono facilmente dimenticabili. The Old Guard 2 possiede tutte le debolezze di un secondo film che fa parte di una trilogia. 

Sebbene non ci sia ancora nessun annuncio di un sequel, The Old Guard 2 non si regge in piedi da solo. Inoltre non si può spiegare il perché della sua realizzazione, se non come preludio alla vera conclusione della saga. 

The Old Guard 2

The Old Guard 2: Conclusioni

Se cercate un film dove la trama sia un mistero dall’inizio alla fine e che vi tenga incollati davanti allo schermo del pc, allora questo non è il film che fa per voi. 

Invece, se odiate i cliffhanger, soprattutto quando non si sa se saranno mai risolti, allora state alla larga da questo film.

Se però cercate un film per passare il tempo, che non sia incredibilmente lungo, e che vi strappi qualche sorriso, allora guardatelo. 

Se poi cercate un film che sia godibile e che abbia anche una tematica LGBT+ con rappresentazione della comunità queer tra i personaggi principali, questo è decisamente il film da guardare. 

Il film di per sé raggiunge un 5 in attesa di vedere se ci sarà un sequel che possa fare luce su alcune cose che restano, purtroppo, troppo in ombra.

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