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Herdling – Un’esperienza sensoriale col gamplay in sordina

Nel vasto panorama dei videogiochi indie, emergono spesso titoli che cercano di distinguersi non solo per le loro meccaniche di gioco, ma anche per l’atmosfera e l’impatto emotivo che riescono a generare. Herdling si inserisce perfettamente in questa categoria, presentandosi come un’avventura che incanta per il suo delizioso stile grafico e una sontuosa colonna sonora. Al contempo, purtroppo, rivela una netta povertà di gameplay e una longevità piuttosto limitata.

Questo titolo, che ha già riscosso un buon successo di critica e pubblico su piattaforme come Steam, ci invita a un viaggio alpino post apocalittico. Vestiremo i panni di un giovane pastore e il suo insolito gregge di Calicorni attraverso scenari mozzafiato. Nonostante le sue lacune ludiche, Herdling riesce a lasciare un segno grazie alla sua capacità di creare un’esperienza immersiva e toccante. Potremmo dire quasi meditativa, che privilegia l’estetica e l’emozione sulla sfida.

Il mondo dipinto di Herdling col suo stile grafico incantevole

Fin dal primo sguardo, Herdling cattura l’attenzione con il suo stile grafico distintivo e affascinante. Le ambientazioni montane, le foreste avvolte nella nebbia e i panorami innevati sono resi con una palette di colori delicata e suggestiva, che evoca un senso di meraviglia e malinconia.

Il design dei personaggi, in particolare quello dei Calicorni, è adorabile e contribuisce a creare un legame emotivo con il giocatore. Ogni dettaglio visivo, dalle animazioni fluide degli animali al modo in cui la luce filtra attraverso gli alberi, è curato con una precisione che rasenta l’arte.

Non si tratta di un realismo spinto, ma di un’estetica stilizzata che esalta la bellezza del mondo di gioco, rendendolo un piacere per gli occhi. Questo approccio artistico è uno dei punti di forza innegabili di Herdling, capace di trasportare il giocatore in un universo visivamente unico e memorabile.

Herdling

La sinfonia della natura. musica e suoni ambientali

Se l’aspetto visivo è un punto di eccellenza, l’esperienza sonora di Herdling non è da meno. La colonna sonora è sontuosa, con melodie evocative che si fondono perfettamente con l’atmosfera del gioco, amplificando le emozioni e i momenti salienti della narrazione. I brani, spesso minimalisti ma ricchi di pathos, accompagnano il giocatore nel suo viaggio. Riescono a sottolineare la solitudine dei paesaggi e la delicatezza del legame con il proprio gregge.

A completare il quadro, ci sono i suoni ambientali, che contribuiscono in modo significativo all’immersione. Il fruscio del vento tra gli alberi, il belato dei Calicorni, il crepitio della neve sotto i piedi: ogni suono è riprodotto con una fedeltà che rende il mondo di gioco vivo e pulsante. Questa attenzione al sound design crea un’esperienza sensoriale completa, dove vista e udito si uniscono per trasportare il giocatore in un’altra dimensione.

È un esempio lampante di come l’audio possa elevare un videogioco, trasformandolo da semplice intrattenimento a vera e propria opera d’arte interattiva.

La povertà di gameplay e la poca longevità

Nonostante le sue indubbie qualità artistiche e sonore, Herdling presenta delle lacune significative sul fronte del gameplay. Il gioco si concentra principalmente sull’esplorazione e sulla risoluzione di semplici enigmi ambientali. Spesso – ahimè – si riducono a trovare il percorso giusto per il proprio gregge…

Le meccaniche di interazione con i Calicorni, sebbene carine e funzionali all’atmosfera, non offrono una profondità tale da sostenere l’intera esperienza di gioco. I controlli possono risultare macchinosi e non sempre precisi, il che può portare a momenti di frustrazione. La mancanza di una vera e propria sfida, di obiettivi complessi o di un sistema di progressione significativo, rende il gameplay piuttosto basilare e ripetitivo.

Questo aspetto, unito a una longevità contenuta (il gioco può essere completato in 3/4 ore), fa sì che Herdling si configuri più come un’esperienza interattiva che come un videogioco nel senso tradizionale del termine. Per i giocatori che cercano una sfida o un’ampia varietà di meccaniche, Herdling potrebbe risultare deludente. Chi però è alla ricerca di un’esperienza rilassante e contemplativa, queste limitazioni potrebbero passare in secondo piano.

Herdling

Herdling e Jusant. due facce della stessa medaglia emotiva

È interessante notare come Herdling, pur con le sue peculiarità, possa essere accostato a un altro titolo indie che ha fatto dell’atmosfera e dell’emozione i suoi punti di forza: Jusant.

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Quest’ultimo è un’avventura incentrata sull’arrampicata, un viaggio verticale in un mondo arido e post apocalittico. Entrambi i giochi condividono una filosofia di design che privilegia l’esperienza sensoriale e narrativa rispetto a un gameplay complesso e sfidante. Sia Herdling che Jusant puntano su un’estetica visiva accattivante e su un sound design impeccabile per immergere il giocatore in mondi unici e suggestivi.

In Jusant, la scalata è semplice e intuitiva, con un focus sulla fluidità del movimento e sulla scoperta di una lore ricca di dettagli, seppur opzionale. Allo stesso modo, Herdling offre meccaniche di gioco basilari, incentrate sulla guida del gregge e sull’esplorazione, senza la pretesa di proporre sfide complesse.

Entrambi i titoli, quindi, si rivolgono a un pubblico che cerca un’esperienza più contemplativa e meno frenetica. Dove la progressione è dettata più dalla curiosità e dal desiderio di scoprire il mondo, che dalla necessità di superare ostacoli insormontabili.

La differenza sostanziale risiede nella natura del viaggio: verticale e di scoperta in Jusant, orizzontale e di accompagnamento in Herdling. Tuttavia, entrambi riescono a creare un forte legame emotivo con il giocatore. Questo grazie alla relazione con il compagno animale (i Calicorni in Herdling, la misteriosa creatura in Jusant), che tramite la narrazione ambientale e la suggestione visiva e sonora.

Jusant offre una maggiore profondità narrativa per chi è disposto a cercarla, e un gameplay più rifinito nelle sue meccaniche principali. Herdling riesce a compensare grazie ad un’immediatezza emotiva e un’atmosfera che lo rendono ugualmente memorabile. Sono due esempi eccellenti di come i videogiochi possano essere veicoli di emozioni e storie, anche al di là delle convenzioni del gameplay tradizionale.

Conclusione – Un’esperienza da vivere, ma con aspettative chiare

In conclusione, Herdling è un titolo che merita di essere provato, ma con le giuste aspettative. È un’opera che eccelle nel creare un’atmosfera unica e coinvolgente, grazie al suo stile grafico incantevole e a una colonna sonora e un sound design di altissimo livello.

La sua capacità di evocare emozioni e di trasportare il giocatore in un mondo suggestivo è innegabile. Tuttavia, è fondamentale essere consapevoli delle sue limitazioni in termini di gameplay e longevità. Herdling non è un gioco che vi terrà incollati allo schermo per decine di ore con sfide complesse o meccaniche innovative. È piuttosto un’esperienza breve ma intensa, un viaggio sensoriale che punta tutto sull’immersione e sull’impatto emotivo.

Se siete alla ricerca di un’avventura rilassante, visivamente e acusticamente appagante, e siete disposti a soprassedere su un gameplay meno strutturato, Herdling saprà regalarvi momenti di pura bellezza e contemplazione. Un piccolo gioiello indie che, pur con i suoi difetti, dimostra come l’arte e l’atmosfera possano a volte superare le carenze ludiche, offrendo un’esperienza memorabile a modo suo.

VOTO: 7/10

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