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CRONOS: THE NEW DAWN – La Recensione

Quando Bloober Team ha annunciato Cronos: The New Dawn, le aspettative erano alte, ma anche velate da un certo scetticismo. Questo per via di un teaser trailer volontariamente confuso seppur terrorizzante. Dopo tutto, lo studio è noto per le sue esperienze horror psicologiche, ma un survival horror in terza persona con elementi di azione? Era una scommessa.

Eppure, fin dalle prime ore di gioco, è diventato chiaro che Bloober Team non solo ha vinto la scommessa, ma ha anche potenziato il genere. Lo studio ha infatti consegnato un capolavoro che mi ha tenuto incollato allo schermo, con il cuore in gola, per tutte le sue intense ore. Questo non è solo un gioco, è un’esperienza viscerale, un viaggio nel terrore che ti scuote fin nelle fondamenta. SENZA UN MOMENTO DI RESPIRO!

Ho avuto il privilegio di immergermi completamente in questo mondo desolato, e posso affermare senza esitazioni che Cronos: The New Dawn è un titolo che merita ogni singolo elogio! È un gioco che ti sfida, ti spaventa e ti fa riflettere. Il tutto mentre ti costringe a lottare per la sopravvivenza in un futuro distopico e in un passato inquietante. Preparatevi, perché il viaggio che sto per descrivervi non è per i deboli di cuore.

Il terrore tangibile di Cronos: The New Dawn

L’atmosfera di Cronos: The New Dawn è, senza mezzi termini, superba. Fin dal primomo mento in cui si mette piede nelle terre desolate della Polonia post-apocalittica, si viene avvolti da un senso di isolamento e terrore palpabile. Bloober Team ha saputo creare ambienti che non solo appaiono, ma si percepiscono sulla propria pelle. Ogni edificio in rovina, ogni strada deserta, ogni brandello di organismo mutato contribuisce a dipingere un quadro di desolazione così vivido da risultare quasi soffocante. Le creature che si incontrano, orribilmente mutate dalla pandemia conosciuta come “The Change”, sono un testamento visivo degli effetti raccapriccianti di questa malattia, e la loro presenza amplifica ulteriormente il senso di orrore biologico che permea il gioco.

Il design sonoro gioca un ruolo cruciale in questa immersione. I gemiti lontani, i fruscii inspiegabili e il silenzio assordante che precede un attacco contribuiscono a mantenere alta la tensione. Non è un horror fatto di jumpscare facili. Si tratta piuttosto di un terrore più subdolo e persistente, che si insinua sotto la pelle e ti lascia costantemente in allerta. La sensazione di essere vulnerabili, di muoversi con un peso che rallenta ogni passo, è un elemento chiave che rafforza questa atmosfera opprimente. Ci ricorda infatti costantemente che la sopravvivenza nel mondo di Nuova Alba è un lusso, non un diritto!

L’ambientazione temporale, che oscilla tra un futuro devastato e un passato che nasconde le chiavi della salvezza, è gestita con maestria. Il viaggio nel tempo non è solo un espediente narrativo, ma un mezzo per esplorare le origini di questa catastrofe. Si vanno via via aggiungendo strati di profondità a un mondo già ricco di dettagli.

La Polonia dell’era sovietica, con le sue implicazioni storiche e politiche, fornisce uno sfondo unico e inquietante. Ci viene infatti suggerito come un regime autoritario possa reagire a una crisi globale, con esiti ancora più disastrosi. Le allusioni alla pandemia di COVID-19, sebbene negate dagli sviluppatori, sono in ogni angolo e aggiungono un ulteriore livello di risonanza emotiva. Tutto tende a rendere il terrore del gioco stranamente familiare e personale.

Tra Tensione e Sopravvivenza

Il gameplay di Cronos: The New Dawn è un sapiente mix di elementi presi in prestito dai giganti del survival horror. C’è però con un tocco distintivo che lo rende unico. Muoversi nei panni della Viaggiatrice è un’esperienza ponderata: ogni passo ha un peso, ogni movimento è calcolato. Questa lentezza intenzionale non è un difetto, ma una scelta di design che amplifica la vulnerabilità del protagonista e, di conseguenza, la tensione del giocatore. Non aspettatevi di correre a testa bassa tra orde di nemici: qui la pianificazione e la cautela sonole vostre migliori alleate.

La gestione dell’inventario è brutale e spietata, proprio come ci si aspetterebbe da un survival horror vecchia scuola. Ogni proiettile, ogni “kit medico”, ogni oggetto ha un valore inestimabile e deve essere usato con parsimonia. Ho passato innumerevoli minuti a decidere cosa tenere e cosa lasciare, sapendo che una scelta sbagliata avrebbe potuto significare la fine. Questa costante pressione aggiunge un ulteriore strato di strategia al gioco, trasformando ogni incontro in una potenziale crisi da gestire con intelligenza.

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Lo shooting in Cronos: The New Dawn è veramente piacevole, distinguendosi dalla massa. Le armi a disposizione della Viaggiatrice, sebbene familiari (pistole, fucili a pompa, SMG), richiedono un approccio tattico e ben equilibrato. La carica di ogni singolo proiettile per rafforzarne la potenza d’impatto è fondamentale per sopravvivere e risparmiare risorse. La maggior parte dei colpi più efficaci necessita di essere caricata, creando quei preziosi secondi di attesa che possono fare la differenza tra la vita e la morte.

I mostri non sono manichini da tiro; si muovono in modo imprevedibile, rendendo ogni mira un esercizio di nervi saldi. Ho imparato a mie spese che sprecare munizioni è un lusso che non ci si può permettere! Spesso la soluzione migliore è l’ingegno. Come ad esempio l’uso strategico di bombole di gas per eliminare gruppi di nemici e conservare i proiettili. Questo ovviamente, soprattutto nelle sezioni dove verrete attaccati da orde di nemici, è ben prevedibile perchè disposte a terra troverete diverse fonti esplosive.

Ma la vera innovazione, e fonte di costante terrore, è il Sistema di Fusione. Questa meccanica geniale trasforma ogni nemico caduto in una potenziale minaccia ancora maggiore. Se non si incenerisce il corpo di un “orfano” dopo averlo sconfitto, un altro mostro può avvicinarsi e assorbirlo. Si forma così una creatura più grande, più resistente e con nuove abilità. Ho vissuto momenti di puro panico vedendo un nemico apparentemente innocuo trasformarsi in un’abominazione torreggiante. E solo perché non ero stato abbastanza rapido o avevo esaurito il carburante per il lanciafiamme. Questo sistema costringe a un’attenzione costante non solo a come si combatte, ma anche a dove e quando si uccide. Il campo di battaglia si trasforma così in un puzzle mortale. Raggruppare i corpi per un’unica, devastante esplosione di fuoco diventa una tattica essenziale, ma spesso irraggiungibile nella foga del momento.

La difficoltà del gioco è elevata, con picchi che mi hanno costretto a ripetere sezioni più e più volte. Non è un gioco per chi cerca una passeggiata nel parco. La frustrazione può affiorare, specialmente quando un’ondata di fusioni ti lascia senza munizioni e con nemici quasi invincibili. Gli attacchi corpo a corpo sono un’ultima risorsa, perlopiù trascurabili perchè spesso inefficace contro la maggior parte dei nemici. Mantenere la distanza è fondamentale, ma quando le munizioni scarseggiano, si è costretti a scelte disperate.

Nonostante ciò, per i più esperti la difficoltà è quasi sempre giusta, premiando la pazienza ela strategia. Le battaglie contro i boss sono terrorizzanti e quasi tutte ben riuscite. Non brillano di originalità ma rendono bene l’idea della tensione e tante volte mi hanno lasciato con la barra della salute lampeggiante in rosso. Un segno distintivo di un vero survival horror!

Anche le deviazioni opzionali, che promettono ricompense, sono sempre accompagnate da maggiori pericoli, insegnandomi che in Cronos: The New Dawn nulla è regalato. Deviazioni però, che consigliamo vivamente di esplorare se vorrete tenere con voi un buon numero di risorse.

CRONOS THE NEW DAWN

Un Ritorno alle Radici con Cronos: The New Dawn

Bloober Team, pur essendo noto per il suo approccio più psicologico e narrativo all’horror, con Cronos: The New Dawn ha compiuto un passo audace per il proprio storico, abbracciando apertamente le radici del survival horror classico.

Questa decisione non è casuale, ma profondamente radicata nelle meccaniche e nell’atmosfera del gioco. Fin dalle prime ore, è evidente l’influenza di titoli iconici come Silent Hill e Dead Space. Il movimento ponderato della Viaggiatrice, la gestione meticolosa e spesso frustrante dell’inventario, la scarsità di risorse e la costante sensazione di vulnerabilità sono tutti elementi che richiamano direttamente i capisaldi del genere.

Il gioco non si limita a citare questi predecessori, ma ne assorbe l’essenza, rielaborandola con la propria visione. L’orrore non è solo visivo o sonoro, ma è intrinseco al gameplay stesso. Ogni proiettile sparato, ogni kit medico utilizzato, è una decisione che porta con sé un peso. La difficoltà elevata, con nemici che non perdonano e la necessità di una strategia attenta in ogni scontro, ci riporta ai tempi in cui i giochi horror erano veri e propri test di abilità e nervi!

Non si tratta di un horror che si affida a jumpscare facili. Si tratta di un terrore più profondo, che nasce dalla precarietà della propria situazione e dalla consapevolezza che ogni errore può essere fatale. È un ritorno gradito a un tipo di horror che ti costringe a pensare, a pianificare. Ma, soprattutto, a sopravvivere, rendendo ogni piccola vittoria incredibilmente gratificante…

Il Cuore Freddo della Viaggiatrice

La storia di Cronos: The New Dawn è un enigma che si svela lentamente, pezzo dopo pezzo, attraverso un mosaico di documenti, registri audio e frammenti di memoria. La protagonista, la Viaggiatrice, è una figura enigmatica, quasi robotica nel suo approccio alla missione. Questa scelta narrativa, se da un lato rende difficile un immediato attaccamento emotivo al personaggio, dall’altro rafforza il senso di distacco e la natura puramente funzionale del suo ruolo all’interno del “Collettivo“. La sua missione è chiara: recuperare le coscienze di figure chiave dal passato per comprendere e, si spera, invertire gli effetti devastanti di “The Change“.

Le prime ore di gioco possono risultare un po’ lente, con una narrazione che si affida molto al contesto e a un protagonista che non offre molti appigli emotivi. Tuttavia, è proprio inquesta lentezza che risiede la forza della costruzione del mondo. Le note sparse, i diari e leregistrazioni non sono semplici riempitivi. Si tratta di vere e proprie finestre su un passato tragico e su una società che ha lottato e fallito contro una minaccia incomprensibile. Trasformando “Nuova Alba“, città di fantasia Polacca, dove dovevano rinascere i sogni degli abitanti in quella che poi è diventata la genesi dell’incubo. Ho trovato affascinante immergermi in questi dettagli, cercando di ricostruire la cronologia degli eventi e le implicazioni di “The Change“.

È un approccio che premia la curiosità e l’investigazione, trasformando il giocatore in un archeologo di un futuro perduto. Nonostante la freddezza iniziale del Viaggiatore, la trama riesce a evolvere da un conflitto su larga scala a una dimensione più personale. Verso la fine del gioco, la posta in gioco diventa più intima, e le motivazioni della Viaggiatrice, seppur celate dietro la maschera del dovere, acquistano un peso emotivo inaspettato.

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È un percorso lento, ma gratificante. È indubbia la capacità di Bloober Team di tessere storie complesse e stratificate, anche quando i personaggi principali non sono immediatamente empatici. Il tema del viaggio nel tempo, unito al body horror di stampo cronenberghiano e alle atmosfere mentali che ricordano serie come Dark, crea un mix narrativo potente e originale.

La capacità di estrarre le menti dal passato con un macchinario inquietante, quasi una mano artigliata che si conficca nei crani, è un’immagine che rimane impressa e che sottolinea la brutalità e la disumanizzazione insite nella missione della Viaggiatrice. È un gioco che non ha paura di esplorare temi scomodi e di lasciare il giocatore con domande irrisolte. Un segno distintivo di un horror ben fatto.

CRONOS THE NEW DAWN

100%: Trofeo La Viaggiatrice

Il completamento al 100% del gioco, per i Trophy Hunters, senza fare spoiler è legato obbligatoriamente ad una seconda Run, che vi costringerà a giocarla a difficoltà massima qualora abbiate preferito la normale per la prima run (cosa che vi consigliamo caldamente).

Stranamente, però, risulterà a tratti anche più semplice della prima perché il gioco in NG+ vi concederà di portare dietro tutto il vostro arsenale con i potenziamenti effettuati e tutte le munizioni e “medikit” avanzati nella run precedente.

Il trofeo più arduo da ottenere, o quanto meno quello più fastidioso, sarà quello di potenziare tutte le armi del gioco al massimo. Preparatevi perché, per portarlo a compimento, a noi della Locanda Lost In Dice non è stata sufficiente la seconda run ma ne abbiamo dovuto iniziare una terza per portarlo a termine. Totale del completismo circa 40/50 ore.

Conclusioni su Cronos: The New Dawn

Cronos: The New Dawn è molto più di un semplice videogioco, è un’esperienza che ti cattura, ti sfida e ti lascia con un senso di inquietudine che persiste ben oltre i titoli di coda.

Bloober Team ha dimostrato una maturità artistica e una padronanza del genere che lo collocano tra i grandi. Nonostante qualche piccolo picco di difficoltà, che può mettere alla prova la pazienza, il gioco offre un equilibrio quasi perfetto tra tensione, esplorazione e combattimento strategico.

L’atmosfera è densa e opprimente. Il gameplay è impegnativo ma gratificante, e la narrazione, sebbene inizialmente distaccata, si rivela profonda e ricca di spunti di riflessione. Il “Sistema di Fusione” è un’innovazione brillante che eleva il combattimento a un livello superiore di strategia e terrore, costringendo il giocatore a pensare costantemente alle conseguenze di ogni azione.

Per gli amanti del survival horror, Cronos: The New Dawn è un acquisto obbligato. È un gioco che non ha paura di essere difficile, di essere cupo e di esplorare temi complessi. È un testamento alla capacità di Bloober Team di evolversi e di creare qualcosa di veramente originale e memorabile. Se siete pronti a intraprendere un viaggio terrificante in un futuro desolato e in un passato inquietante, armatevi di coraggio e preparatevi a essere completamente assorbiti da Cronos: The New Dawn. Non ve ne pentirete. SUCH IS OUR CALLING!

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VOTO 9/10

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