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Star Citizen: L’Odissea Spaziale Senza Fine

Quante volte ci siamo trovati davanti a un trailer di Star Citizen pensando “questa volta è quella buona”? Quante volte abbiamo sperato che, dopo l’ennesimo aggiornamento, il gioco potesse finalmente avvicinarsi a quella visione cosmica che Chris Roberts ci aveva promesso ormai… aspetta, quanti anni sono passati? Ah sì, più di dodici anni fa. Un tempo in cui Cyberpunk 2077 era solo un’idea su un foglio di carta, Red Dead Redemption 2 non era nemmeno nei sogni più reconditi di Rockstar e la prima PlayStation 5 era ancora lontana anni luce.

Oggi vogliamo parlare di quello che potrebbe essere tranquillamente definito il più grande esperimento di pazienza collettiva nella storia dei videogiochi. Un progetto che ha divorato più risorse di GTA V, Cyberpunk 2077 e Red Dead Redemption 2 messi insieme, ma che continua a orbitare in uno stato di “quasi pronto” perenne, come un pianeta che non riesce mai a completare la sua rivoluzione.

Star Citizen, ovvero La Genesi di un Sogno Galattico

Era il lontano 2012 quando Chris Roberts, il visionario dietro la leggendaria serie Wing Commander, annunciò al mondo Star Citizen. Con un video che mostrava astronavi dettagliate e promesse di un universo persistente dove i giocatori avrebbero potuto commerciare, combattere ed esplorare liberamente, Roberts conquistò immediatamente l’attenzione dei fan della fantascienza videoludica.

La campagna Kickstarter che seguì fu un successo straordinario: oltre 2 milioni di dollari raccolti in poche settimane. I giocatori erano entusiasti, pronti a finanziare quello che sembrava il ritorno del re dei simulatori spaziali. La data di uscita prevista? 2014. Sì, avete letto bene, 2014! Per contestualizzare, nello stesso periodo usciva Destiny, il primo capitolo.

Ma come diceva Douglas Adams ne Guida Galattica per Autostoppisti:

Lo spazio è grande. Davvero grande. Non ci credereste quanto è straordinariamente immensamente grande“.

Ecco, anche lo sviluppo di Star Citizen si è rivelato straordinariamente, immensamente grande. E lungo. Molto, molto lungo…

Star Citizen

L’Espansione dell’Universo e del Budget

Mentre le stelle continuavano la loro danza cosmica, il progetto Star Citizen iniziava la sua metamorfosi. Da semplice simulatore spaziale, la visione di Roberts si espandeva come un universo in accelerazione: città dettagliate, pianeti esplorabili, sistemi di gioco sempre più complessi. E con l’espansione della visione, cresceva anche il budget necessario.

Nel 2025, Star Citizen ha superato la cifra astronomica di 800 milioni di dollari di finanziamenti. Per mettere in prospettiva questa cifra galattica, GTA V è costato circa 137 milioni, Red Dead Redemption 2 circa 170 milioni e Cyberpunk 2077 (con tutti i suoi problemi al lancio) circa 174 milioni. Sommando questi tre colossi dell’industria arriviamo a 481 milioni, ancora ben lontani dal budget di Star Citizen.

Ma la domanda sorge spontanea: dove sono finiti tutti questi soldi? Certo, Cloud Imperium Games (CIG) ha aperto studi in tutto il mondo, assunto centinaia di sviluppatori e investito in tecnologie all’avanguardia. Ma dopo dodici anni e 800 milioni di dollari, ci si aspetterebbe qualcosa di più di una versione alpha perpetua, no?

Frammenti di una Galassia Promessa

Per essere giusti, Star Citizen non è completamente inesistente. Nel corso degli anni, CIG ha rilasciato diversi “moduli” che offrono scorci di quello che dovrebbe essere il gioco completo:

  • Hangar Module: dove puoi ammirare le tue astronavi acquistate (con soldi veri), ma non volarci
  • Arena Commander: un simulatore di combattimento spaziale all’interno del simulatore di volo spaziale
  • Star Marine: la componente FPS del gioco, dove puoi sparare ad altri giocatori in mappe limitate
  • Persistent Universe: l’embrione dell’universo persistente promesso, con alcuni pianeti, missioni e meccaniche di base

È come se ti promettessero un banchetto galattico e ti servissero, molto lentamente, un antipasto alla volta, mentre il piatto principale rimane eternamente “in preparazione nella cucina”.

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Squadron 42 – Il Capitolo Fantasma

E poi c’è Squadron 42, la campagna single-player di Star Citizen. Annunciata come un’esperienza cinematografica con attori del calibro di Gary Oldman, Mark Hamill e Gillian Anderson, questa componente del gioco è diventata quasi mitologica quanto l’Olandese Volante.

Le date di uscita di Squadron 42 sono state annunciate e rimandate così tante volte che ormai è diventato una sorta di meme nella community. L’ultima volta che Chris Roberts ha parlato di date concrete per Squadron 42 era… beh, meglio non ricordarlo, potrebbe far male.

Nel frattempo, gli attori ingaggiati per le performance capture probabilmente hanno avuto il tempo di girare intere trilogie cinematografiche, vincere Oscar e forse anche andare in pensione.

Star Citizen Squadron 42

La Grafica è Bellissima, ma a Che Prezzo?

Una cosa va riconosciuta a Star Citizen: quando funziona – e l’enfasi è su “quando” – è visivamente stupefacente. I pianeti generati proceduralmente, le astronavi dettagliate, gli effetti di illuminazione e le texture sono all’avanguardia. Ma questa bellezza ha un costo, e non parlo solo di denaro.

Le prestazioni di Star Citizen sono notoriamente problematiche. Anche con hardware di fascia alta, il gioco spesso fatica a mantenere framerate stabili. Crash, bug e glitch sono all’ordine del giorno. È come possedere una Ferrari che si ferma ogni cinque chilometri per surriscaldamento.

La domanda è: a cosa serve un universo incredibilmente dettagliato se l’esperienza di gioco è costantemente interrotta da problemi tecnici? È come ammirare un quadro di Caravaggio attraverso un vetro incrinato e sporco.

Il Modello di Business? Astronavi Virtuali a Prezzi Reali

Parliamo ora dell’elefante nella stanza spaziale: il modello di monetizzazione di Star Citizen.

Il gioco ha raccolto centinaia di milioni non solo attraverso il crowdfunding tradizionale, ma soprattutto vendendo astronavi virtuali a prezzi decisamente terrestri.

Alcune navi in Star Citizen costano più di un’auto usata. Non sto esagerando: ci sono pacchetti che superano i 27.000 dollari. Per delle astronavi digitali. In un gioco che tecnicamente non è ancora uscito.

Questo solleva questioni etiche non indifferenti. CIG sta essenzialmente vendendo promesse di contenuti futuri a prezzi premium. È come se un ristorante ti facesse pagare in anticipo per un piatto gourmet che “un giorno” ti servirà, ma intanto ti dà solo l’odore e qualche assaggio.

E quando i giocatori hanno chiesto rimborsi, dopo anni di attesa e promesse non mantenute? CIG ha modificato più volte le proprie politiche di rimborso, rendendo sempre più difficile recuperare i propri investimenti. Questo ha portato a cause legali e controversie che hanno macchiato ulteriormente la reputazione del progetto.

La Community di Star Citizen Tra Fede Cieca e Scetticismo Cosmico

La community di Star Citizen è uno degli aspetti più affascinanti di questa saga interstellare. Da un lato abbiamo i “credenti”, fan devoti che difendono il progetto con una passione quasi religiosa. Dall’altro, gli scettici che vedono in Star Citizen poco più di un elaborato schema Ponzi videoludico.

La verità, come spesso accade, probabilmente sta nel mezzo. Star Citizen non è una truffa intenzionale, ma è certamente un progetto vittima della propria ambizione smisurata e di una gestione quantomeno discutibile.

I forum ufficiali e il subreddit di Star Citizen sono campi di battaglia dove queste fazioni si scontrano quotidianamente. Ogni nuovo aggiornamento, ogni dichiarazione di Roberts, ogni ritardo viene analizzato, criticato o difeso con fervore quasi teologico.

Non lo so, tutto questo mi ricorda in un certo qual modo quello che è successo all’inizio con No Man Sky…

Chris Roberts: Il Capitano che Non Vuole Attraccare

Al centro di questa tempesta cosmica c’è lui, Chris Roberts, la persona che ha dato vita a tutto questo. Un uomo con un sogno talmente grande che nemmeno 800 milioni di dollari e dodici anni sembrano sufficienti per realizzarlo.

Roberts è noto per il suo perfezionismo e per la sua tendenza al “feature creep”, cioè l’aggiunta continua di nuove funzionalità che ritardano il completamento del progetto. È come se stesse costruendo una cattedrale spaziale e, ogni volta che una torre sta per essere completata, decidesse di aggiungerne un’altra ancora più alta.

Le rare interviste con Roberts rivelano un uomo ancora appassionato del suo progetto, convinto che Star Citizen sarà il gioco definitivo una volta completato. Ma dopo dodici anni di sviluppo, anche i fan più fedeli iniziano a chiedersi se questo “una volta” arriverà mai.

Il Futuro. Una Luce alla Fine del Tunnel o un Buco Nero?

Cosa riserva il futuro per Star Citizen? Difficile dirlo. Il gioco continua a ricevere aggiornamenti regolari, e alcuni sistemi di gioco stanno effettivamente migliorando. La versione alpha 4.0 ha introdotto nuovi pianeti e meccaniche, e CIG continua ad assumere personale.

Ma la domanda fondamentale rimane: Star Citizen vedrà mai una versione 1.0 ufficiale? E se sì, quando? E soprattutto, dopo tutto questo tempo e denaro, potrà mai soddisfare le aspettative stratosferiche che si sono create?

Alcuni analisti del settore sono scettici. Con costi di sviluppo che continuano a salire e una base di giocatori che, per quanto fedele, non può crescere infinitamente, c’è il rischio concreto che CIG finisca i fondi prima di completare la propria visione.

Altri sono più ottimisti, vedendo nei recenti progressi segnali che il gioco sta finalmente prendendo forma. Forse, dicono, tra qualche anno avremo finalmente il gioco che Roberts ci ha promesso nel 2012.

Conclusioni su Star Citizen: Un Viaggio Interstellare Senza Meta?

Star Citizen è molte cose. È un esperimento ambizioso e un caso di studio su come non gestire lo sviluppo di un videogioco e, ancora, è un esempio di crowdfunding portato all’estremo. Ma è anche, potenzialmente, uno dei progetti più innovativi nella storia dei videogiochi.

Il problema è che, dopo dodici anni, centinaia di milioni di dollari e innumerevoli promesse, Star Citizen rischia di rimanere per sempre un potenziale inespresso, un monumento a ciò che poteva essere ma non è mai stato.

Come fan dei giochi spaziali, non posso fare a meno di provare un misto di frustrazione e fascino per questa odissea senza fine. Parte di me vuole ancora credere che un giorno Star Citizen sarà completato e sarà magnifico come promesso. Un’altra parte, più cinica, sospetta che questo giorno non arriverà mai.

Nel frattempo, l’industria videoludica è andata avanti. Altri giochi spaziali come No Man’s Sky, che ha avuto la sua dose di problemi al lancio ma si è poi riscattato come accennato in precedenza, o Elite Dangerous offrono esperienze complete e godibili OGGI, non in un ipotetico futuro.

Forse è questo il vero problema di Star Citizen. Mentre insegue la perfezione assoluta in un futuro sempre più lontano, il presente continua a sfuggirgli tra le dita, e il Moff Tarkin ne sa qualcosa. Come diceva un altro grande esploratore spaziale, Buzz Lightyear: “Verso l’infinito e oltre!“. Solo che nel caso di Star Citizen, quell'”oltre” sembra non arrivare mai.

E voi cosa ne pensate? Siete tra i pazienti sostenitori che ancora credono nel sogno di Roberts, o avete perso la speranza lungo il cammino? Fatecelo sapere nei commenti, sempre che Star Citizen non sia stato completato nel tempo che ci avete messo a leggere questo articolo. Ma non conterei troppo su questa possibilità.

L’unica speranza è che questo gioco non diventi una supernova di promesse…

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