Robert Ervin Howard ha lasciato un’impronta indelebile nella letteratura fantastica mondiale. Nato in Texas agli inizi del Novecento, scomparve tragicamente l’11 giugno 1936. Quest’anno ricorre l’89° anniversario della sua morte. Howard creò un sottogenere che avrebbe influenzato generazioni di artisti: lo Sword & Sorcery.
In soli trent’anni di vita, Howard produsse un corpus letterario straordinario, pubblicando oltre 300 racconti spaziando dall’horror al western. È stato in grado di creare personaggi iconici come Conan il Barbaro, Solomon Kane e Kull di Valusia. La produzione di Howard è ancora più impressionante considerando la brevità della sua carriera.
Questo articolo esplora vita, opere e eredità di Robert E. Howard. Analizzeremo il suo contributo alla letteratura fantastica e la sua influenza sulla cultura popolare. Un viaggio nell’immaginazione di uno scrittore che ha rivoluzionato il modo di raccontare storie.
Gli anni formativi di Robert Ervin Howard il Texas e frontiera
Robert E. Howard nacque il 22 gennaio 1906 a Peaster, Texas. Uno stato ancora molto segnato dal mito della frontiera. Era figlio unico del medico itinerante Isaac Mordecai Howard e di Hester Jane Ervin. I racconti di pionieri e cowboy alimentarono la sua immaginazione fin dall’infanzia.
Howard e la sua famiglia si trasferirono spesso durante la sua infanzia, in quanto seguivano gli spostamenti del padre. Finirono per stabilirsi a Cross Plains nel 1919. Questi continui trasferimenti gli impedirono purtroppo di creare legami duraturi con i coetanei. Tuttavia, permisero ad Howard di conoscere ambienti e persone diverse che contribuirono ad arricchire il suo immaginario.
Il rapporto con la madre Hester fu intenso e complesso. Donna colta e amante della letteratura, trasmise al figlio la passione per i libri. La sua salute cagionevole e l’apprensione di Robert influenzarono profondamente lo sviluppo emotivo dello scrittore.

autodidatta vecchio stile
L’educazione formale di Howard fu frammentaria. La sua formazione autodidatta, invece, fu eccezionalmente ricca. Divorava libri di Jack London, Rudyard Kipling e Arthur Conan Doyle. Da questi autori assorbì il senso dell’avventura e la capacità di evocare mondi esotici.
Sviluppò un profondo interesse per la storia e le civiltà antiche. Studiò le migrazioni dei popoli e le culture guerriere, dai Celti ai Vichinghi. Queste conoscenze fornirono la base storica per molte delle sue creazioni fantasy.
Le prime prove letterarie risalgono all’adolescenza. Nel 1924, a diciotto anni, vendette il suo primo racconto “Spear and Fang” alla rivista Weird Tales. Iniziò così un sodalizio che durò fino alla sua morte. Nonostante il successo come scrittore, continuò a svolgere vari lavori per integrare il reddito.
Robert Ervin Howard, ovvero, Conan il Barbaro
Il personaggio più celebre creato da Howard è Conan il Cimmero. Fu protagonista di 17 racconti e un romanzo pubblicati durante la vita dell’autore. Guerriero barbaro originario della Cimmeria, Conan vive nell’Era Hyboriana. Questo periodo immaginario si colloca tra la caduta di Atlantide e l’ascesa delle civiltà storiche.
Attraverso Conan, Howard esplora temi come il contrasto tra barbarie e civiltà. Preferisce nettamente la prima, vista come più autentica e vitale. Affronta anche la corruzione del potere, la libertà individuale e la lotta contro forze sovrannaturali.
Lo stile di Howard è inconfondibile. Si caratterizza per ritmo incalzante, descrizioni vivide e prosa muscolare. Riflette perfettamente la fisicità dei suoi protagonisti e l’azione costante delle sue storie.

Solomon Kane e altri personaggi
Altrettanto significativo è il ciclo di Solomon Kane. Comprende nove racconti incentrati su un puritano inglese del XVI secolo. Kane vaga per il mondo combattendo il male nelle sue varie forme. Rappresenta un contrappunto a Conan: ascetico, rigoroso e mosso da un profondo senso di giustizia.
Il ciclo di Kull di Valusia precede cronologicamente quello di Conan. Include solo tre racconti pubblicati durante la vita di Howard. Kull, barbaro atlantideo divenuto re di Valusia, affronta minacce sovrannaturali e complotti di corte.
Bran Mak Morn, ultimo re dei Pitti, è protagonista di racconti ambientati durante l’occupazione romana della Britannia. Howard esplora il declino di un popolo antico di fronte all’avanzata della civiltà romana.

La Versatilità letteraria di Robert Ervin Howard
Oltre ai cicli fantasy, Howard produsse numerosi racconti western. Le serie di Breckinridge Elkins e Pike Bearfield sono esempi notevoli. Scrisse anche storie di boxe con il ciclo di Sailor Steve Costigan. Creò avventure storiche come quelle di Cormac Mac Art, ambientate nell’era vichinga.
Produsse anche racconti horror, alcuni collegati al Ciclo di Cthulhu di H.P. Lovecraft. Questa versatilità dimostra la straordinaria capacità di Howard di muoversi tra generi diversi. Mantenne sempre una voce autoriale distintiva e riconoscibile.
Un tema ricorrente nell’opera di Howard è la concezione ciclica della storia. La vede come alternanza di periodi di barbarie e civiltà. Quest’ultima è destinata inevitabilmente alla decadenza e al collasso. Questa visione fu influenzata dalle teorie di Oswald Spengler.
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L’amicizia con Lovecraft e le Influenze reciproche
Tra le relazioni intellettuali più significative nella vita di Howard spicca l’amicizia con H.P. Lovecraft. Questo sodalizio iniziò nel 1930 quando Howard scrisse a Lovecraft tramite Weird Tales. Si sviluppò in una corrispondenza ricca che durò fino alla morte di Howard nel 1936.
Le lettere tra i due autori sono raccolte nel volume “A Means to Freedom”. Offrono uno spaccato delle loro personalità e del processo creativo. Documentano anche il panorama letterario pulp degli anni ’30 e le questioni culturali dell’epoca.
I due scrittori presentavano notevoli differenze di temperamento e background. Lovecraft era un intellettuale urbano del New England, conservatore e nostalgico. Howard era un uomo d’azione texano, autodidatta, con una visione fisica dell’esistenza.
Nonostante le differenze, condividevano l’avere una passione per il passato e la mitologia. Entrambi avevano una visione pessimistica della civiltà moderna. Si consideravano outsider rispetto al mainstream letterario dell’epoca. Trovarono nella narrativa pulp l’unico sbocco per la loro immaginazione non convenzionale.
L’influenza reciproca è evidente in diverse opere. Howard contribuì al Ciclo di Cthulhu con racconti come “The Black Stone”. Incorporò elementi lovecraftiani come antiche divinità aliene e tomi proibiti. L’enfasi di Howard sull’azione influenzò alcuni racconti tardi di Lovecraft come “The Shadow over Innsmouth”.
La corrispondenza toccava temi dalla tecnica di scrittura alla filosofia. Discutevano di politica contemporanea e analisi storica. Particolarmente interessanti sono i dibattiti sulla civiltà e la barbarie. Lovecraft preferiva la civiltà nonostante i suoi difetti. Howard idealizzava la libertà e l’autenticità della vita barbarica.
La nascita della Sword & Sorcery
Il contributo più significativo di Howard alla letteratura fantastica è la creazione della “sword & sorcery”. Il termine fu coniato da Fritz Leiber nel 1961. Descrive perfettamente l’essenza delle narrazioni howardiane. Questo sottogenere si distingue dall’high fantasy per caratteristiche specifiche.
La sword & sorcery si concentra su avventure personali piuttosto che su conflitti epici. I protagonisti sono tipicamente guerrieri solitari mossi da motivazioni personali. Cercano ricchezze, vendetta o semplice sopravvivenza. Non sono guidati da nobili ideali di salvezza del mondo.
L’ambientazione è grezza e primordiale. Si focalizza su terre selvagge, antiche rovine e città decadenti. La magia è presente ma oscura e pericolosa. È utilizzata principalmente dai villain. Il tono è cupo, con elementi horror e moralità ambigua.
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Lo stile della Sword & Sorcery
Lo stile narrativo privilegia l’azione e il ritmo incalzante. Howard eccelleva nelle descrizioni vivide di combattimenti. La sua prosa diretta evita digressioni filosofiche. Mantiene il lettore costantemente immerso nell’azione. La sua conoscenza della boxe rendeva le scene di battaglia autentiche ed energiche.
L’Era Hyboriana è un esempio perfetto di worldbuilding funzionale. È un mondo post-cataclismatico dove coesistono regni ispirati a diverse civiltà storiche. Aquilonia ricorda l’Impero Romano, Stygia l’antico Egitto. Howard poteva attingere a diversi contesti storici senza vincoli di precisione storica.
L’innovazione di Howard trascendeva i limiti del genere pulp. Attraverso le avventure dei suoi eroi esplorava temi profondi. Affrontava il conflitto tra natura e civiltà. Analizzava la corruzione del potere e la libertà individuale. Proponeva una visione ciclica della storia dove ogni civiltà è destinata alla decadenza.

L’11 giugno 1936
TRIGGER WARNING: Suicidio
Gli ultimi anni di Howard furono segnati da difficoltà personali e professionali. La Grande Depressione aveva colpito duramente il mercato editoriale. I compensi e le opportunità di pubblicazione diminuirono drasticamente. Si trovava in costante precarietà finanziaria. Le spese mediche per la madre malata aggravavano la situazione.
La salute di Hester Jane Howard peggiorava costantemente. Il profondo legame tra madre e figlio rendeva la situazione emotivamente devastante. Nelle lettere degli ultimi mesi, Howard esprimeva un crescente senso di isolamento.
La riscoperta negli anni ’60
La vera rinascita dell’opera di Howard iniziò negli anni ’60. La casa editrice Lancer Books pubblicò una serie di volumi dedicati a Conan il Barbaro. I testi furono curati da L. Sprague de Camp e Lin Carter. Questa operazione riportò Howard all’attenzione del pubblico. Coincise con un crescente interesse per la letteratura fantastica.
Le iconiche copertine di Frank Frazetta contribuirono a definire l’immagine di Conan. Rappresentavano l’eroe sword & sorcery come muscoloso e selvaggio. Lo mostravano in ambientazioni primordiali con mostri e stregoni. L’estetica di Frazetta influenzò illustrazione, cinema, fumetti e videogiochi.
L’impatto di Howard sul mondo dei fumetti fu significativo. Nel 1970, la Marvel Comics ottenne i diritti per adattare le storie di Conan. La serie “Conan the Barbarian” fu scritta da Roy Thomas e illustrata da Barry Windsor-Smith. Il successo generò numerose serie spin-off.
Conan al cinema
Il cinema ha contribuito molto alla popolarizzazione di Conan, soprattutto grazie al film “Conan il barbaro” (1982). Accanto alla regia del visionario John Milius, a vestire le pelli e a dare la possente fisicità di Conan, troviamo Arnold Schwarzenegger. Nonostante le differenze rispetto ai racconti originali, il film riusciva (e riesca ancora oggi N.d.A.) a catturava l’atmosfera barbarica del mondo howardiano. Divenne un classico del cinema fantasy e contribuì a lanciare la carriera di Schwarzenegger.
Altri personaggi di Howard sono poi arrivati sul grande schermo. “Solomon Kane” (2009) con James Purefoy e “Kull il conquistatore” (1997) con Kevin Sorbo, ottennero purtroppo risultati inferiori. Il reboot “Conan the Barbarian” (2011) con Jason Momoa non è stato in grado di catturare l’essenza dell’originale.
Nel campo dei giochi, l’influenza di Howard è innegabile. “Dungeons & Dragons” deve molto alla sword & sorcery howardiana. Giochi come “Conan: The Roleplaying Game” hanno adattato direttamente il suo universo. Videogiochi come “Conan Exiles” permettono ai giocatori di esplorare l’Era Hyboriana.

L’eredità letteraria di Robert Ervin Howard
L’eredità letteraria di Howard si estende oltre i confini della sword & sorcery. La sua influenza è evidente in autori come Karl Edward Wagner e Michael Moorcock. David Gemmell e Glen Cook svilupparono il sottogenere mantenendo elementi chiave della visione howardiana. Anche scrittori contemporanei come Joe Abercrombie mostrano tracce della sua influenza.
A quasi novant’anni dalla sua scomparsa, l’opera di Howard continua ad affascinare. Negli ultimi decenni, si è assistito a una significativa rivalutazione critica e accademica. Howard è riconosciuto non solo come autore di pulp fiction, ma come letterato di talento. La sua opera trascende i confini del genere.
La pubblicazione della serie “The Collected Fantasy of Robert E. Howard” è stata fondamentale. La Del Rey Books ha presentato i testi nella loro forma originale. Li ha liberati dalle modifiche apportate da editori successivi. I lettori contemporanei possono apprezzare l’autentica prosa howardiana.
Howard oggi
Studi accademici come “The Dark Barbarian” di Don Herron hanno approfondito l’opera di Howard. “Blood & Thunder” di Mark Finn ha contestualizzato l’autore nel suo periodo storico. Ha analizzato le complessità tematiche e stilistiche della sua produzione. La Howard Days, celebrazione annuale a Cross Plains, attira appassionati da tutto il mondo.
Nel panorama editoriale contemporaneo, le opere di Howard continuano a essere ristampate. Sono tradotte in numerose lingue e raggiungono nuove generazioni di lettori. In Italia, case editrici come Mondadori e Fanucci hanno pubblicato diverse edizioni delle sue storie.
La sua influenza sul fantasy contemporaneo rimane significativa. Non si può non cogliere la sua visione di un fantasy crudo e moralmente ambiguo in opere come ad esempio “Il Trono di Spade”. Nei media digitali, l’Era Hyboriana continua a espandersi attraverso videogiochi come “Conan Exiles”.
Conclusione su Robert Ervin Howard
L’eredità più preziosa di Howard non risiede solo nei personaggi iconici che ha creato. Va oltre il sottogenere che ha fondato. Sta nella sua visione artistica che celebra vitalità, azione e libertà individuale. Riconosce al contempo le ombre dell’esperienza umana. Una visione che, a quasi novant’anni dalla sua formulazione, continua a ispirare e affascinare.
All fled—all done, so lift me on the pyre;
The feast is over, and the lamps expire.“The House of Cæsar” (1926), Viola Garvin